Pellicola alimentare commestibile per la conservazione dei cibi

pellicolaL’irrinunciabile pellicola domestica per la conservazione dei cibi? Tra qualche tempo rischia il pensionamento… Una svolta in campo alimentare in grado di garantire benefici anche all’ambiente? Potrebbe essere introdotta sul mercato in tempi rapidi grazie al contributo decisivo di un gruppo di ricercatori dell’Università di Foggia, facoltà agraria. L’equipe, coordinata dalla professoressa di Scienze e Tecnologie alimentari Carla Severini, sarebbe al lavoro per la realizzazione di una pellicola alimentare (già brevettata) per la conservazione del cibo che potrebbe garantire cambiamenti radicali nella produzione e commercializzazione degli alimenti oltreché rimpolpare i successi del made in Italy. Il portale EpochTimes rendiconta, infatti, degli sviluppi di tale progetto partendo fin dal principio, da quando cioè lo stesso gruppo di lavoro si mosse con l’intento di dare vita a una merendina ipocalorica e che fosse più salutare di quelle già in commercio. Venne creato un prodotto da forno, un muffin, senza grassi idrogenati e conservanti ma a quel punto – racconta la stessa Severini – è sorto il problema della conservazione:

“La nostra formulazione, più leggera e digeribile, mostrava rischi più alti nella preservazione rispetto agli standard classici”.

Il passo successivo, di rimando, è stato quello di individuare e realizzare un elemento protettivo per gli snack in linea con l’approccio etico ed ecosostenibile dell’intero progettoi e che, al contempo, consentisse di aumentare la conservabilità. Gli sviluppi sono rendicontati dalla Severini:

“Siamo giunti a creare un gel (a base di elementi naturali) nel quale immergiamo l’alimento. Una volta solidificato, il gel forma una pellicola protettiva che ha la caratteristica di essere commestibile. La sorpresa è stata scoprire come i nostri muffin, senza conservanti come l’etanolo, abbiano una durata di almeno 15 giorni maggiore rispetto alle merendine classiche, prodotte e imbustate dall’industria alimentare”.

Si tratta, a conti fatti, di una idea rivoluzionaria e innovativa sebbene vi siano, come ribadisce il portale, una serie di criticità ancora al vaglio: tra esse, quella di garantire gli standard qualitativi durante la produzione e di individuare ambienti di lavoro ad atmosfere protette per scongiurare il pericolo di umidità o contaminazione:

“I prossimi passi – prosegue la Severini – sono molto ampi: siamo all’interno di un grosso progetto finanziato dal Miur che vuole testare questa pellicola su diversi tipi di prodotti. E ovviamente c’è l’interesse delle aziende dolciarie e di packaging, le prime che hanno investito su di noi, e che avranno benefici in termini commerciali. Continuiamo a lavorarci sopra”.